Il settore Cerealicolo: grande attenzione alla qualità del prodotto, alle tecniche di conservazione e tracciabilità.

Il settore Ortofrutta Industria: privilegiato il rapporto con Conserve Italia, di cui la Cooperativa è socia e conferente.


Il settore Ortofrutta per Mercato Fresco:
Oggi le vendite dei nostri prodotti avvengono per oltre l'80% tramite la GD/DO Grande Distribuzione/Distribuzione Organizzata, la filiera è controllata.





Marco Beccari, Direttore della Cooperativa Maiscoltori Basso Ferrarese,
una solida certezza.


La Maiscoltori Basso Ferarrese viene costituita il 12 febbraio 1971 da 18 produttori agricoli. Promotore e instancabile animatore della cooperativa fu Nerio Telloli. La base sociale è formata a tutt'oggi da più di 500 soci, distribuita nella fascia costiera del ferrarese dal Po alle valli del Mezzano.Per la sua particolare presenza sul basso ferrarese la Maiscoltori si è specializzata su diversi settori di attività, quali: cereali (mais, riso e cereali a paglia), orticola da mercato fresco (cocomero, melone, carota, zucche) e orticola da industria (pomodoro, pisello e fagiolino). ci dice il Direttore Marco Beccari (nella foto) : "L'insieme di queste produzioni coinvolge circa 5.000 ha di superfici, per un totale di 800.000 q.li/annui di prodotti conferiti alla cooperativa. Lo staff, oltre il Direttore, è formato da
Sandro Casazza, responsabile amministrativo
Sandro Casazza, Direttore Amministrativo, da Gian Luca Finessi, tecnico coordinatore, da Samuele Barboni, responsabile della qualità. Nella gestione concorrono altri 3 dipendenti e 50 stagionali. Il nuovo piano di investimenti, ha portato al potenziamento del settore cerealicolo oggi costituito da impianti di essicazione con una capacita giornaliera di 18.000 q.li di mais e 2.000 q.li di riso; con stoccaggi, anche refrigerati, fino a 30.000 q.li" Samuele Barboni, Responsabile della QualitàIl settore orticolo è stato riorganizzato, concentrando le lavorazioni nella sede centrale di Pontelangorino, ove si è ampliato il magazzino per un totale di 3.200 mq. coperti, dove al suo interno si trova un moderno impianto per il lavaggio, la calibratura ed il confezionamento di carote e alcune linee per la calibratura e la prezzatura del cocomero.



Allo studio nuovi orientamenti colturali
per riso e orticole
Si sviluppano progetti di filiera alla
Maiscoltori Basso Ferrarese



La politica aziendale della Maiscoltori Basso Ferrarese di Pontelangorino è orientata a un nuovo progetto di filiera capace di conferire, ad esempio, ad un prodotto 'anonimo' come il riso, elementi di specificità e di distinzione legati sia al luogo di origine che al tipo di varietà. Questa iniziativa ha come obiettivo principale quello di offrire ai consumatori, sempre con le più ampie garanzie, un prodotto ottenuto con elevati standard di qualità, con totale riguardo alla salvaguardia dell'ambiente, applicando tecniche di coltivazione, controllo e conservazione attuate nel rispetto dei disciplinari di lotta integrata. Anche per questo è stata richiesta ed ottenuta quest'anno la certificazione Eurepgap.
Per quanto riguarda la campagna del riso, la coltura specifica ha destato quest'anno un particolare interesse, caratterizzato da una buona performance del mercato. Tre sono stati i motivi prevalenti: il calo della superficie coltivata dopo la riforma della Pac, sia nel ferrarese che in Italia; un indirizzo varietale che ha privilegiato le cultivar del gruppo lunghi A', dei quali fanno parte anche Baldo, Volano, Arborio e Carnaroli; un risveglio sensibile delle esportazioni verso nuovi Paesi come la Turchia e quelli dell'Est, che stanno dimostrando sempre più particolare interesse verso il 'nostro' Baldo. La Cooperativa ha deciso di investire in questo settore già dagli anni '90, entrando in un settore dove il servizio di essiccazione e stoccaggio era stato fino allora pressoché totale prerogativa di piccole realtà aziendali, spesso prive di strutture adeguate in grado di reggere l'impatto con un mercato sempre più esigente. Oggi i nostri impianti specifici sono in grado di lavorare 2.000 q.li di riso al giorno, di stoccarlo e di commercializzarlo al momento più favorevole. La nostra attività di questi anni, incentrata sull'indicazione delle varietà da seminare, su un'assistenza qualificata in campo, sull'essiccazione, stoccaggio e commercializzazione, ci ha portato ad avere oggi conferimenti da parte dei soci per circa il 15% della produzione provinciale di riso, che ha avuto quest'anno un investimento di circa ha. 6.000".

Il settore orticolo trova la Cooperativa da sempre alla ricerca di nuovi spazi commerciali ed anche per questo nella campagna appena conclusa soddisfazioni si sono avute coi cocomeri e meloni, mentre è necessario esternare alcune riflessioni sulla carota. L'estate calda, la produzione medio-scarsa italiana compensata però dall'ottima qualità, la pressoché eliminazione della concorrenza sul nostro mercato di Grecia e Spagna, orientate a esportare verso il nord Europa dove a giugno-luglio il caldo ha dilagato, ha portato a realizzare per i cocomeri ottime performance commerciali. Fra le cultivar sempre richiesta rimane la Crimson, anche per le varietà senza semi destinate prioritariamente a Svizzera, Austria e Germania. Una piccola nicchia di mercato è rimasta prerogativa delle varietà 'nane' come la Single. Così pure per il melone il mercato è stato interessante, anche perché abbiamo in qualche modo beneficiato delle grandinate che hanno colpito in primavera gravemente Veronese e Mantovano. C'è sempre stata una forte domanda, sia per le coltivazioni in tunnel che a pieno campo, anche se globalmente la produzione non è stata qualitativamente alta. Le varietà più richieste continuano ad essere le 'retate', in particolare quelle 'che segnano la fetta', anche se la crisi produttiva ha fatto vendere bene anche altre tipologie. Da anni la Maiscoltori ha scelto di collegarsi per la commercializzazione delle cucurbitaceee a Naturitalia del Gruppo Apo-Conerpo, che privilegia la Grande Distribuzione Organizzata. La carota purtroppo dopo il positivo 2005, ha 'pagato' un 2006 caratterizzato da aumenti di superficie coltivata, ritardo nella raccolta per lo sfavorevole andamento stagionale, limitazioni delle esportazioni di prodotto primaverile. Il nord Europa ha infatti incrementato le proprie produzioni interne limitando decisamente le importazioni. Oggi dobbiamo pertanto 'registrarci' sul mercato interno, certamente più stabile; anche se i nostri produttori, che coltivano da Comacchio a Chioggia, sono in grado di produrre per 10 mesi all'anno. Con opportuni contratti con la GDO potremmo assolvere, ancora una volta e al meglio, il nostro servizio.